

Religious Giving, dalla Parola al Dono esplora la relazione tra il dono e la spiritualità a partire dalla Parola e dalle Scritture. Un dono che trasforma, che costruisce comunità.
Questo spazio si rivolge a religiosi e laici impegnati o interessati a lavorare nella raccolta fondi, e a coloro che desiderano interrogarsi su come vivere e proporre il dono nella Chiesa, partendo dalla Parola.
Gli Articoli
Il valore di ciò che abbiamo: dai cinque pani e due pesci a un fundraising capace di accogliere e mettere a frutto ogni dono.
Come custodire la gioia del dono e trasformarla in relazione, partecipazione e missione condivisa.
La corresponsabilità coraggiosa: da Neemia al community fundraising alla luce di Magnifica Humanitas.
La Parabola del Seminatore ci ricorda che per raccogliere bisogna preparare un terreno capace di generare frutto.
Il fundraising non è un costo ma un investimento per generare nuove risorse e dare sostenibilità ai nostri progetti.
Dalle opere di misericordia ai progetti di sviluppo per rispondere ad un bisogno e generare un cambiamento.
La differenza in una raccolta fondi non la fa l’urgenza, ma la pianificazione. La colletta di Gerusalemme ce lo ricorda.
Per costruire una partnership di valore non è solo la quantità a fare la differenza. La scelta dei dodici ce lo ricorda.
C’è un dono che non si vede, ma tiene tutto in piedi. San Giuseppe, con la sua presenza, ci aiuta a riconoscerlo.
Anche "due spiccioli" possono valere più di una grande offerta: il Vangelo della Vedova cambia il modo di guardare al dono.
Il Buon Samaritano ci insegna che la vera carità nasce dall’avvicinarsi, dal vedere e dal farsi carico dell’altro con responsabilità.
Un progetto deve nascere dall’equilibrio tra visione e responsabilità per costruire con cura, sostenibilità e fiducia.
Il fundraising è un mezzo e non un fine, per sostenere la missione e restituire al dono il suo significato più autentico.


